Il valore della formazione nell’ICT: ICT4Executive intervista Cinzia Galofaro, Education Manager di PRES

Come cambiano le esigenze delle aziende e la richiesta di competenze e certificazioni: «la Formazione ICT è una leva fondamentale per aumentare la competitività delle aziende e la loro capacità di sfruttare a pieno le potenzialità offerte dall’innovazione tecnologica», dice Cinzia Galofaro, Education Manager di PRES.

Formazione e certificazione: oggi due parole chiave sempre più rilevanti per chi opera a livello tecnico e manageriale nel mondo ICT. Lo sa bene PRES che, oltre alla tradizionale attività di System Integration, da anni fornisce consulenza e servizi di training specializzati nel settore Information & Communication Technology.

«Le crescenti esigenze di formazione – spiega Cinzia Galofaro, Education Manager di PRES – nascono in primo luogo dall’intensifi carsi del ritmo con cui i principali Vendor IT lanciano sul mercato nuove release e nuove soluzioni, imponendo di fatto una necessità di aggiornamento pressoché costante».

Mantenersi aggiornati sulle novità significa infatti rafforzare le competenze, aumentare la produttività e la capacità di innovazione, senza contare le positive ricadute che una miglior preparazione determina sulla capacità di incentivare la persona a crescere, nonché sull’effettivo e oggettivo riconoscimento del suo valore professionale sul mercato, che diventa elemento di differenziazione e di arricchimento personale.

«Oggi il mercato è estremamente esigente e richiede persone molto qualificate», sottolinea Galofaro, ricordando alcune conclusioni di un recente studio Assinform, l’associazione italiana per l’information technology, secondo cui in Italia il settore ICT registrerà una crescente domanda di competenze, con le assunzioni di fi gure ’high skill’ che rappresenteranno quasi il 72% del totale. «Come emerge dai dati pubblicati da Assinform, le aziende ricercano figure formate e certificate. Secondo la maggioranza delle aziende intervistate, la laurea non garantisce una formazione adeguata per il ruolo da svolgere. La quota di laureati per i quali le imprese ritengono necessaria una formazione integrativa nell’ambito IT è pari al 90% degli assunti».

A questa situazione si aggiunge uno scenario del mondo del lavoro in cui le organizzazioni che operano in ambito IT, per partecipare a gare pubbliche e private, devono ottemperare al soddisfacimento di sempre più stringenti requisiti tecnici e di compliance. «Sempre più aziende ci chiedono di formare il personale e di certificare le competenze. Da una parte il numero di gare pubbliche e private che hanno come prerequisito le certificazioni è in costante aumento, dall’altra le aziende hanno compreso che investire sulle competenze del personale significa investire sulla performance, sulla motivazione e sulla retention».

Certificazioni: i titoli più richiesti

Le analisi evidenziano le diverse aree in cui la richiesta di certificazioni è particolarmente elevata. In prima posizione si collocano le certificazioni per i prodotti e le soluzioni Cisco, che gravitano in particolare attorno al mondo del networking. Seguono le certificazioni per gli ambienti server Microsoft e Linux, quest’ultimo basato soprattutto sulla piattaforma di Red Hat. Un altro settore molto importante è rappresentato dalle certificazioni per le attività di sviluppo in ambiente Oracle Java, nonché l’area Oracle database. Un quarto ambito chiave è costituito dalle certificazioni per il framework ITIL (Information Technology Infrastructure Library) e l’IT service management.

«Sono sempre di più le organizzazioni, soprattutto i reparti IT delle grandi aziende, che devono poter fare affidamento su processi definiti e strutturati. Per questo motivo scelgono standard di riferimento come ITIL. In quest’ultimo anno abbiamo notato un notevole incremento in questo settore, probabilmente dovuto anche al fatto che le certificazioni richieste prevedono sempre più spesso questo tipo di qualifica».

Docenti con esperienza sul campo

Per diventare docente PRES non basta avere una conoscenza teorica delle materie insegnate o essere esperti di metodologia didattica: serve possedere esperienza diretta sul campo con i prodotti e le soluzioni dei Vendor. «Avere solo una conoscenza teorica della particolare tematica poteva andar bene vent’anni fa. Oggi occorre essere esperti della materia. Il valore aggiunto proviene proprio dall’esperienza che il docente ha maturato sul campo e che trasferisce agli allievi», spiega la manager.

Aule e virtual learning

Alla formazione tradizionale in aula si affiancano sempre più spesso metodologie virtuali, in particolare le Virtual Learning Classroom (in cui l’apprendimento avviene in modalità sincrona) e l’e-Learning (in cui avviene in modalità asincrona). «Molte aziende continuano a preferire la formazione in aula grazie al profondo coinvolgimento che l’allievo sperimenta durante il corso e alla possibilità di interagire in modo diretto con il docente e con gli altri partecipanti». ELearning e Virtual Learning Classroom, conclude Garofalo, offrono il massimo ritorno sull’investimento quando sono utilizzati in modo complementare all’erogazione in aula.

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